Tra Storia e Incanto: una notte sul Col di Lana

autor: Diego Cuzzolin

20/08/2013 AUTOR: Diego Cuzzolin
Tra Storia e Incanto: una notte sul Col di Lana

Alla fine dello scorso mese di luglio ho avuto la possibilità di trascorrere una notte in cima al Col di Lana, montagna dolomitica famosa sia per i bellissimi e rinomati panorami che per le tragiche vicende accadute in questi luoghi durante la Grande Guerra.

Il Col di Lana si trova a nord del paese di Pieve di Livinallongo, nell’alta Valle del Cordevole; è una cima di altezza relativamente modesta (elevazione massima 2452 m) formata da rocce vulcaniche. La sua posizione centrale tra colossi come Marmolada, Sella, Cunturines, Tofane, Pelmo, Civetta fa sì che lo sguardo vaghi stupito tra vette, pareti, ghiacciai e vallate che cambiano colore a ogni ora del giorno: un posto irrinunciabile per un amante delle Dolomiti e perfetto per un fotografo di montagna!
Oltre a questi aspetti, il camminare su questa montagna (come in altri luoghi delle Dolomiti) è sempre accompagnato dal ricordo degli eventi della Prima Guerra Mondiale: qui i duri scontri tra italiani e austriaci hanno provocato circa 8000 morti. L’evento più cruento e famoso è sicuramente l’esplosione della mina che gli italiani sistemarono in una galleria sotto la cima: alle 23,35 circa del 17 aprile 1916 cinque tonnellate di gelatina dinamite brillò facendo esplodere la vetta del Col di Lana, uccidendo circa 150 militari austriaci e consentendo agli italiani di occupare la postazione in cima, abbandonata poi nel 1917 dopo la disfatta di Caporetto. In seguito a questi fatti, il Col di Lana è stato tristemente ribattezzato “Col di Sangue”.
Tutte le cime che compongono il Col di Lana (il Col di Lana propriamente detto, la Cima Sief, il Cappello di Napoleone, il Panettone) sono un vero e proprio museo a cielo aperto, con postazioni, gallerie e trincee visitabili e collegate da un’ottima rete di sentieri che ne permettono la visita con una bellissima escursione di mezza giornata. In cima al Col di Lana è ben visibile il cratere della mina del 1916, dove è stata costruita una chiesetta in ricordo delle 8000 vittime; sono poi presenti una grande croce di vetta, delle croci più piccole, un monumento eretto in onore degli Schutzen Marebbani (sulla Cima Nord Est) e il Bivacco Battaglione Cadore, dove ho passato la notte.
Sono salito a pomeriggio inoltrato, partendo dalla località Palla di Pieve di Livinallongo: dopo una prima parte in mezzo al bosco, il panorama si è aperto verso la grandiosa parete Nord Ovest della Civetta, che mi ha accompagnato fino in cima. Nei pressi della cima, le vedute si sono fatte più ampie, aprendosi verso Lagazuoi e Tofane, Pelmo e il ghiacciaio della Marmolada.

Appena sopra il bosco, verso la Civetta
Appena sopra il bosco, verso la Civetta
Lagazuoi e Tofane, dai pressi della cima
Lagazuoi e Tofane, dai pressi della cima

Arrivato in vetta, ho subito iniziato a visitare i luoghi storici che questa cima offre; non nego che, passando accanto al cratere della mina, un brivido mi ha attraversato la schiena… Difficile capire come possano essere accadute simili tragedie in luoghi così belli! Mentre formulavo questi pensieri, le cime circostanti si offrivano alla vista in tutta la loro eleganza e imponenza, con i colori che lentamente si scaldavano per virare nelle tinte calde del tramonto.

La chiesetta sulla cima, in fondo la Marmolada
La chiesetta sulla cima, in fondo la Marmolada
Contemplando l'immensità, verso Lagazuoi e Tofane
Contemplando l'immensità, verso Lagazuoi e Tofane

Verso le 20 le montagne a sud est hanno cominciato a accendersi e colorarsi di tonalità prima arancioni, poi rosso fuoco, poi violacee: l’incanto e la magia di un tramonto dolomitico!

Riflessi rossastri al tramonto su Settsass e Conturines
Riflessi rossastri al tramonto su Settsass e Conturines
Tinte calde sul ghiacciaio della Marmolada
Tinte calde sul ghiacciaio della Marmolada
Il versante nord del Pelmo arrossato dal tramonto
Il versante nord del Pelmo arrossato dal tramonto

Dopo una quarantina di minuti, il sole è sparito dietro la bastionata del Sella e i colori caldi e vivaci del tramonto hanno lasciato la scena alle tinte pastello tipiche del crepuscolo per poi sfociare nei toni freddi dell’ora blu, dove le montagne hanno assunto una colorazione pallida e le prime stelle hanno fatto la loro apparizione.

L'ultima luce sulla cuspide dell'Antelao
L'ultima luce sulla cuspide dell'Antelao
La Civetta, nel cielo la Cintura di Venere
La Civetta, nel cielo la Cintura di Venere
Ora blu verso le Tofane, con la croce di vetta
Ora blu verso le Tofane, con la croce di vetta

Un po’ di attesa che il buio prendesse il sopravvento e mi si è presentato davanti agli occhi un altro spettacolo, stavolta dato dalle stelle: il cielo limpido e di un blu profondo era perfetto per esaltarne la brillantezza, mentre i paesi di fondovalle riscaldavano l’atmosfera con le loro luci.

Vista notturna sulla Val Cordevole
Vista notturna sulla Val Cordevole

Dopo poche ore di sonno all’interno del confortevole bivacco, verso le 4 della mattina sono uscito nuovamente; lo spettacolo era cambiato ancora, rimanendo comunque grandioso, con un quarto di luna a illuminare la scena e la Via Lattea spostata proprio sopra la chiesetta, quasi a voler commemorare anch’essa le anime dei soldati che qui persero la vita. La luce della luna mi ha permesso di eseguire qualche bel scatto notturno con una illuminazione ottimale del primo piano, esaltandone così i particolari.

Stelle veglianti sulla Marmolada e sulla chiesetta
Stelle veglianti sulla Marmolada e sulla chiesetta
Un quarto di luna illumina il buio
Un quarto di luna illumina il buio

Tre quarti d’ora dopo il buio della notte ha iniziato a far posto all’aurora: il cielo ha cominciato a colorarsi dei colori più vari, dal blu all’arancione passando per il viola e il rosso, con le montagne che pian piano prendevano colore e le valli che un po’ alla volta spegnevano le loro luci.

Il buio lascia spazio alla luce, verso il Pelmo e la Civetta
Il buio lascia spazio alla luce, verso il Pelmo e la Civetta
La Regina in rosa: aurora sulla Marmolada
La Regina in rosa: aurora sulla Marmolada

Poco dopo, ecco i primi raggi del sole spuntare da dietro le creste del Cristallo: le cime delle montagne a est si sono colorate di un bellissimo rosso fuoco, in particolare la cresta sommitale della Marmolada pareva proprio essere la corona della Regina delle Dolomiti. Rapidamente il sole ha scaldato l’aria e l’atmosfera, portando un nuovo giorno in mezzo a tanta immensità.

La chiesetta con la Marmolada illuminata dal primo sole
La chiesetta con la Marmolada illuminata dal primo sole
I primi raggi di sole inondano la cima del Col di Lana
I primi raggi di sole inondano la cima del Col di Lana

Quando il sole si è impossessato definitivamente del cielo ho deciso di scendere, andando prima a visitare la Cima Sief per poi chiudere l’anello sotto il Cappello di Napoleone. Il sentiero che porta al Sief attraversa alcune postazioni e trincee risistemate, percorrerle è stato molto suggestivo. Il panorama dal Sief, molto simile a quello del Col di Lana, si apre sulla grande bastionata del Gruppo del Sella, il cui versante Est si staglia in tutta la sua potenza.

Il Col di Lana visto da Cima
Il Col di Lana visto da Cima
Un sentiero nell'immensità, tornando verso Pieve
Un sentiero nell'immensità, tornando verso Pieve

Ritornando verso Pieve, proprio sotto il Cappello di Napoleone, un piacevole incontro: una marmotta mi osservava silenziosa dalla sua tana, quasi a ricordarmi di essere solo un visitatore, spero gradito e rispettoso.

Una delle tante marmotte incontrate
Una delle tante marmotte incontrate

Arrivando alla macchina, il pensiero vagava ancora tra la bellezza vissuta in questi due giorni e il ricordo delle tragedie della Grande Guerra: d’obbligo un ringraziamento, per aver goduto di questo incanto in pace e serenità.

[/vc_column][/vc_row]
GUARDA LA GALLERY

, , , , , ,

Comments ( Comments)