Tra Storia e Incanto: una notte sul Col di Lana

Alla fine dello scorso mese di luglio ho avuto la possibilità di trascorrere una notte in cima al Col di Lana, montagna dolomitica famosa sia per i bellissimi e rinomati panorami che per le tragiche vicende accadute in questi luoghi durante la Grande Guerra.
Il Col di Lana si trova a nord del paese di Pieve di Livinallongo, nell’alta Valle del Cordevole; è una cima di altezza relativamente modesta (elevazione massima 2452 m) formata da rocce vulcaniche. La sua posizione centrale tra colossi come Marmolada, Sella, Cunturines, Tofane, Pelmo, Civetta fa sì che lo sguardo vaghi stupito tra vette, pareti, ghiacciai e vallate che cambiano colore a ogni ora del giorno: un posto irrinunciabile per un amante delle Dolomiti e perfetto per un fotografo di montagna!
Oltre a questi aspetti, il camminare su questa montagna (come in altri luoghi delle Dolomiti) è sempre accompagnato dal ricordo degli eventi della Prima Guerra Mondiale: qui i duri scontri tra italiani e austriaci hanno provocato circa 8000 morti. L’evento più cruento e famoso è sicuramente l’esplosione della mina che gli italiani sistemarono in una galleria sotto la cima: alle 23,35 circa del 17 aprile 1916 cinque tonnellate di gelatina dinamite brillò facendo esplodere la vetta del Col di Lana, uccidendo circa 150 militari austriaci e consentendo agli italiani di occupare la postazione in cima, abbandonata poi nel 1917 dopo la disfatta di Caporetto. In seguito a questi fatti, il Col di Lana è stato tristemente ribattezzato “Col di Sangue”.
Tutte le cime che compongono il Col di Lana (il Col di Lana propriamente detto, la Cima Sief, il Cappello di Napoleone, il Panettone) sono un vero e proprio museo a cielo aperto, con postazioni, gallerie e trincee visitabili e collegate da un’ottima rete di sentieri che ne permettono la visita con una bellissima escursione di mezza giornata. In cima al Col di Lana è ben visibile il cratere della mina del 1916, dove è stata costruita una chiesetta in ricordo delle 8000 vittime; sono poi presenti una grande croce di vetta, delle croci più piccole, un monumento eretto in onore degli Schutzen Marebbani (sulla Cima Nord Est) e il Bivacco Battaglione Cadore, dove ho passato la notte.
Sono salito a pomeriggio inoltrato, partendo dalla località Palla di Pieve di Livinallongo: dopo una prima parte in mezzo al bosco, il panorama si è aperto verso la grandiosa parete Nord Ovest della Civetta, che mi ha accompagnato fino in cima. Nei pressi della cima, le vedute si sono fatte più ampie, aprendosi verso Lagazuoi e Tofane, Pelmo e il ghiacciaio della Marmolada.

salendo al Col di Lana, con lo sguardo alla Civetta

salendo al Col di Lana, con lo sguardo alla Civetta

Lagazuoi e Tofane, dai pressi della vetta del Col di Lana

Lagazuoi e Tofane, dai pressi della vetta del Col di Lana

poco prima di arrivare in vetta, verso la Marmolada e il suo ghiacciaio

poco prima di arrivare in vetta, verso la Marmolada e il suo ghiacciaio

Arrivato in vetta, ho subito iniziato a visitare i luoghi storici che questa cima offre; non nego che, passando accanto al cratere della mina, un brivido mi ha attraversato la schiena… Difficile capire come possano essere accadute simili tragedie in luoghi così belli! Mentre formulavo questi pensieri, le cime circostanti si offrivano alla vista in tutta la loro eleganza e imponenza, con i colori che lentamente si scaldavano per virare nelle tinte calde del tramonto.

il monumento agli Schutzen Marebbani, sulla cima Nord-est del Col di Lana

il monumento agli Schutzen Marebbani, sulla cima Nord-est del Col di Lana

in vetta al Col di Lana, verso le Tofane; in ombra sulla sinistra il cratere della mina

in vetta al Col di Lana, verso le Tofane; in ombra sulla sinistra il cratere della mina

la Chiesetta del Col di Lana, in primo piano la vecchia croce del campanile, sullo sfondo la Marmolada

la Chiesetta del Col di Lana, in primo piano la vecchia croce del campanile, sullo sfondo la Marmolada

contemplando l'immensità, verso Lagazuoi e Tofane

contemplando l'immensità, verso Lagazuoi e Tofane

la chiesetta e la Civetta

la chiesetta e la Civetta

il Pelmo, poco prima del tramonto: i colori iniziano a scaldarsi

il Pelmo, poco prima del tramonto: i colori iniziano a scaldarsi

Verso le 20 le montagne a sud est hanno cominciato a accendersi e colorarsi di tonalità prima arancioni, poi rosso fuoco, poi violacee: l’incanto e la magia di un tramonto dolomitico!

le valli in ombra, mentre Pelmo e Civetta si accendono con l'enrosadira

le valli in ombra, mentre Pelmo e Civetta si accendono con l'enrosadira

le luci del tramonto sulle tre Tofane (da sin. de Inze, di Mezzo e di Rozes)

le luci del tramonto sulle tre Tofane (da sin. de Inze, di Mezzo e di Rozes)

enrosadira su Cristallo e Cadini di Misurina

enrosadira su Cristallo e Cadini di Misurina

il Pelmo infuocato dall'enrosadira

il Pelmo infuocato dall'enrosadira

luce calda sul ghiacciaio della Marmolada

luce calda sul ghiacciaio della Marmolada

ultimi bagliori sul Setsass e sulle Conturines

ultimi bagliori sul Setsass e sulle Conturines

chiaroscuro sulla Civetta, con l'ombra della Marmolada che ne oscura la parte bassa

chiaroscuro sulla Civetta, con l'ombra della Marmolada che ne oscura la parte bassa

Gusela, Croda da Lago, Antelao e Lastoni di Formin al tramonto

Gusela, Croda da Lago, Antelao e Lastoni di Formin al tramonto

Dopo una quarantina di minuti, il sole è sparito dietro la bastionata del Sella e i colori caldi e vivaci del tramonto hanno lasciato la scena alle tinte pastello tipiche del crepuscolo per poi sfociare nei toni freddi dell’ora blu, dove le montagne hanno assunto una colorazione pallida e le prime stelle hanno fatto la loro apparizione.

il sole cala dietro la bastionata del Gruppo del Sella

il sole cala dietro la bastionata del Gruppo del Sella

Croda da Lago e Lastoni di Formin incorniciano l'Antelao, con la cuspide arrossata dagli ultimi bagliori

Croda da Lago e Lastoni di Formin incorniciano l'Antelao, con la cuspide arrossata dagli ultimi bagliori

crepuscolo sulla Civetta

crepuscolo sulla Civetta

il Pelmo, al crepuscolo

il Pelmo, al crepuscolo

ora blu verso Pelmo e Civetta

ora blu verso Pelmo e Civetta

la croce di vetta del Col di Lana, con in fondo le Tofane, all'ora blu

la croce di vetta del Col di Lana, con in fondo le Tofane, all'ora blu

Un po’ di attesa che il buio prendesse il sopravvento e mi si è presentato davanti agli occhi un altro spettacolo, stavolta dato dalle stelle: il cielo limpido e di un blu profondo era perfetto per esaltarne la brillantezza, mentre i paesi di fondovalle riscaldavano l’atmosfera con le loro luci.

cielo stellato e Via Lattea verso Pelmo e Civetta, in basso le luci della Valle del Cordevole

cielo stellato e Via Lattea verso Pelmo e Civetta, in basso le luci della Valle del Cordevole

spettacolo notturno dalla vetta del Col di Lana, verso Cortina e le sue Dolomiti

spettacolo notturno dalla vetta del Col di Lana, verso Cortina e le sue Dolomiti

ancora la Via Lattea, sopra Pelmo e Civetta

ancora la Via Lattea, sopra Pelmo e Civetta

notturno verso Marnolada e Sella, con le luci di Arabba in basso a destra

notturno verso Marnolada e Sella, con le luci di Arabba in basso a destra

Dopo poche ore di sonno all’interno del confortevole bivacco, verso le 4 della mattina sono uscito nuovamente; lo spettacolo era cambiato ancora, rimanendo comunque grandioso, con un quarto di luna a illuminare la scena e la Via Lattea spostata proprio sopra la chiesetta, quasi a voler commemorare anch’essa le anime dei soldati che qui persero la vita. La luce della luna mi ha permesso di eseguire qualche bel scatto notturno con una illuminazione ottimale del primo piano, esaltandone così i particolari.

stelle veglianti sul Col di Lana: la Marmolada, la Via Lattea e la chiesetta

stelle veglianti sul Col di Lana: la Marmolada, la Via Lattea e la chiesetta

la Via Lattea sulla croce di vetta del Col di Lana

la Via Lattea sulla croce di vetta del Col di Lana

un quarto di luna illumina il buio

un quarto di luna illumina il buio

Tre quarti d’ora dopo il buio della notte ha iniziato a far posto all’aurora: il cielo ha cominciato a colorarsi dei colori più vari, dal blu all’arancione passando per il viola e il rosso, con le montagne che pian piano prendevano colore e le valli che un po’ alla volta spegnevano le loro luci.

è finita la notte, iniziano a vedersi i colori dell'aurora, qui sulla Civetta

è finita la notte, iniziano a vedersi i colori dell'aurora, qui sulla Civetta

aurora dalla cima del Col di Lana, verso il Pelmo e la Civetta

aurora dalla cima del Col di Lana, verso il Pelmo e la Civetta

i colori del cielo iniziano a scaldarsi, verso il Pelmo

i colori del cielo iniziano a scaldarsi, verso il Pelmo

la Regina in rosa: aurora sulla Marmolada

la Regina in rosa: aurora sulla Marmolada

dalla croce del Col di Lana verso il Sella, subito prima dell'alba

dalla croce del Col di Lana verso il Sella, subito prima dell'alba

Poco dopo, ecco i primi raggi del sole spuntare da dietro le creste del Cristallo: le cime delle montagne a est si sono colorate di un bellissimo rosso fuoco, in particolare la cresta sommitale della Marmolada pareva proprio essere la corona della Regina delle Dolomiti. Rapidamente il sole ha scaldato l’aria e l’atmosfera, portando un nuovo giorno in mezzo a tanta immensità.

alba sulla Marmolda: la regina con la corona illuminata

alba sulla Marmolda: la regina con la corona illuminata

la chiesetta del Col di Lana osserva la Marmolada in tutto il suo splendore

la chiesetta del Col di Lana osserva la Marmolada in tutto il suo splendore

i primi raggi del sole spuntano dietro il Cristallo

i primi raggi del sole spuntano dietro il Cristallo

è sorto il sole, inizia un nuovo giorno

è sorto il sole, inizia un nuovo giorno

Quando il sole si è impossessato definitivamente del cielo ho deciso di scendere, andando prima a visitare la Cima Sief per poi chiudere l’anello sotto il Cappello di Napoleone. Il sentiero che porta al Sief attraversa alcune postazioni e trincee risistemate, attraversarle è stato molto suggestivo. Il panorama dal Sief, molto simile a quello del Col di Lana, si apre sulla grande bastionata del Gruppo del Sella, il cui versante Est si staglia in tutta la sua potenza.

il Col di Lana, incorniciato da Pelmo e Civetta, visto da Cima Sief

il Col di Lana, incorniciato da Pelmo e Civetta, visto da Cima Sief

la Marmolada, da Cima Sief

la Marmolada, da Cima Sief

il Gruppo del Sella, visto da Cima Sief

il Gruppo del Sella, visto da Cima Sief

Nel ritorno verso Pieve di Livinallongo il sentiero si snoda tagliando in quota l’erboso versante sud-occidentale del Col di Lana, con Pelmo e Civetta a osservare il cammino. Un percorso stupendo, in mezzo all’immensità, che mi sono gustato in piena solitudine al primo mattino!

un sentiero nell'immensità

un sentiero nell'immensità

il Pelmo emerge dall'umidità del primo mattino

il Pelmo emerge dall'umidità del primo mattino

Ritornando verso Pieve, proprio sotto il Cappello di Napoleone, un piacevole incontro: una marmotta mi osservava silenziosa dalla sua tana, quasi a ricordarmi di essere solo un visitatore, spero gradito e rispettoso.

un piacevole incontro

un piacevole incontro

Arrivando alla macchina, il pensiero vagava ancora tra la bellezza vissuta in questi due giorni e il ricordo delle tragedie della Grande Guerra: d’obbligo un ringraziamento, per aver goduto di questo incanto in pace e serenità.