10 consigli per fotografare in montagna

autor: Diego Cuzzolin

27/02/2019 AUTOR: Diego Cuzzolin
10 consigli per fotografare in montagna

Ma quanto bella è la montagna? Rilassarsi tra vedute magnifiche, trovare il senso della fatica nel raggiungere una meta, sentirsi piccoli nella maestosità della natura… quante emozioni e quanti insegnamenti ci donano le montagne!
E quanto bello è fotografarle? Provare a riportare tutte le sensazioni vissute tra le cime (fatica, soddisfazione, meraviglia, e chi più ne ha più ne metta) in un’immagine: per chi ama la montagna ed è appassionato di fotografia è una sfida continua. E per chi come me ha la fortuna di abitare vicino alle montagne più belle del mondo, le mie amate Dolomiti, è praticamente un obbligo morale!

Però attenzione che fare belle foto in montagna non è cosa né facile né scontata: ecco qui allora 10 consigli che voglio condividere con chi di voi vuole avvicinarsi a questo stupendo genere fotografico. Sempre partendo dal presupposto che sappiate utilizzare bene la vostra attrezzatura, perché se fate le foto mosse o sfocate siete fregati 😉

Consiglio n. 1: preparatevi e allenatevi!

Sembra una banalità, invece ritengo sia un punto fondamentale: per andare in montagna bisogna essere preparati e allenati! In montagna non si improvvisa niente: dal saper andare per i sentieri al saper come vestirsi, quali scarponi usare e quale mete darsi a seconda delle proprie capacità, saper leggere bene una cartina topografica, saper far fronte agli imprevisti (esempio il maltempo) e magari un po’ di primo soccorso… se curate bene tutti questi aspetti vi godrete la vostra escursione e sarete più lucidi per fare le vostre foto. A chi non sa bene come prepararsi consiglio vivamente di frequentare un corso di alpinismo o di escursionismo: le varie sezioni CAI li organizzano annualmente e vedrete che sarà un’esperienza fondamentale, indipendentemente dalla fotografia.

Consiglio n. 2: studiate bene la location prima di partire

Mai andare a far foto in posti che non conoscete per niente, potreste rimanere delusi. Questo non vuol dire di non andare dove non siete mai stati, ma di studiare bene la location scelta prima: ormai ci sono tantissimi strumenti per farlo e potete pianificare bene la vostra escursione. Sul web trovate tantissime foto da cui trarre ispirazione ad esempio, e con app come Photopills e TPE potete controllare gli orari di alba e tramonto, oltre che la direzione della luce del sole e della luna. Senza tralasciare strumenti ormai indispensabili come Google Maps e Google Earth. Non potete dire che sia difficile pianificare con cura la vostra uscita fotografica in montagna!

Uno screen dell'app Photopills, utilissima per la pianificazione da mobile
Uno screen dell'app Photopills, utilissima per la pianificazione da mobile
Screenshot della web-app di TPE
Screenshot della web-app di TPE

Consiglio spassionato però: non esistono solo il web e le app, trovo che certi libri siano fondamentali! Le guide GMI del CAI/TCI, i libri del Visentini, le guide del Buscaini, i libri di Bonatti, le vecchie e gloriose riviste  di Alp… tutte pubblicazioni importantissime per la mia formazione di fotografo di montagna, ve le consiglio caldamente 😉

Alcuni dei libri che mi hanno aiutato nella mia formazione di fotografo di montagna
Alcuni dei libri che mi hanno aiutato nella mia formazione di fotografo di montagna

E studiate bene gli orari… Fate in modo di arrivare alla meta almeno un’ora prima, arrivare all’ultimo minuto col fiatone non vi aiuta di certo a godervi il vostro shooting.

Consiglio n. 3: scegliete con cura l’attrezzatura

Reflex, mirrorless o compatta? Un obiettivo, due obiettivi, tre obiettivi? Quante batterie porto? E i filtri? Ma quanto mi pesa tutta questa roba? Domanda che si fanno tutti, e ognuno si darà la sua risposta in relazione alle proprie attitudini (per qualcuno il peso non è un gran problema) e all’attrezzatura che già possiede. Se poi qualcuno deve scegliere cosa acquistare per fotografare quasi esclusivamente in montagna consiglio di andare sulle mirrorless, ormai il mercato propone una vastissima scelta sia di corpi macchina che di lenti. Pesano sicuramente meno delle reflex, comunque mettetevela via che un po’ di peso vi tocca portarvelo! Poi con un po’ di esperienza potete fare qualche considerazione sugli obiettivi da portare, ne ho parlato qui.

Consiglio n. 4: trovate un treppiede con il giusto compromesso peso/qualità

Accessorio irrinunciabile, specie per fotografie all’alba, al tramonto e notturne, è il treppiede, croce e delizia del fotografo di montagna. Ce ne sono infiniti modelli in commercio e per andare in montagna bisognerebbe trovarne uno che coniughi la leggerezza (per non appesantire ulteriormente lo zaino), le dimensioni ridotte (per la trasportabilità) e la stabilità (il vento in montagna non manca mai). Difficile trovarne uno che abbia tutte insieme queste caratteristiche, quindi ognuno dovrà trovare il proprio compromesso: io ad esempio ho sacrificato la stabilità in favore di leggerezza e trasportabilità. Questo significa che in presenza di vento devo star attento, ad esempio abbassandolo e aprendogli i piedi per trovare una posizione il più possibile stabile. Se avete possibilità di provarne diversi, magari da amici o frequentando qualche workshop, sfruttatela, poi scegliete da soli però, tanto tutti vi diranno che il loro è il migliore 😉

Consiglio n. 5: scegliete e organizzate bene lo zaino

Zaino fotografico o da montagna? Ecco un altro grande dilemma per il fotografo di montagna: adesso esistono zaini concepiti proprio per questo scopo, ottimi prodotti che solitamente sono molto costosi. Vi consiglio di lasciar perdere gli zaini puramente fotografici (spesso scomodi, in ogni caso non dimenticatevi che oltre all’attrezzatura fotografica dovete trovar lo spazio per tutto quello che serve per l’escursione, da vestiario al cibo) e di prendere in considerazione l’acquisto di uno degli zaini citati sopra. Potete in alternativa utilizzare uno zaino da montagna dove dentro mettete gli obiettivi debitamente protetti ad esempio con custodie in neoprene (io faccio così) o, se avete spazio, utilizzare una ICU (Internal Camera Units) per organizzare la vostra attrezzatura. Importantissimo che lo zaino sia comodo e che non vi faccia male la schiena.

Consiglio n. 6: tenete sempre la macchina a portata di mano

Vi consiglio di non tenere la macchina dentro lo zaino, ma fuori: io utilizzo un marsupio per poter averla sempre a portata di mano (anche qui in commercio trovate una miriade di prodotti) e appena vedo una possibile bella situazione zac! Non vorrete mica che lo stambecco che vi salta fuori all’improvviso scappi via senza farsi fare una foto?

Se non si ha la macchina a portata di mano,difficile fare questa foto prima che lo stambecco scappi via
Se non si ha la macchina a portata di mano,difficile fare questa foto prima che lo stambecco scappi via
Consiglio n. 7: studiate bene la composizione

Le montagne sono già belle di per sé e spesso basta una semplice istantanea di una parete, di una cima, per ottenere una bella foto. Ma gli spunti sono innumerevoli: il riflesso di un lago (o di una semplice pozza d’acqua), una chiesetta, la staccionata, la baita di legno,  il sentierino sinuoso, il crocifisso… tutti elementi che se inseriti bene nella composizione sapranno donare alla foto quel qualcosa in più che potranno distinguerla da tutte le altre. Per sfruttarli bene siate fantasiosi e uscite dai sentieri battuti, cambiate il colpo d’occhio… e curate bene la composizione!  La regola dei terzi, il saper sfruttare le linee guida, la creazione dei piani non sono inutili banalità, ma competenze fondamentali per ottenere ottime immagini.

Un sentierino sulla cresta se utilizzato bene può offrire una chiave di lettura della foto
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Le baite danno sempre spunti preziosi, con un po' di fantasia si può ottenere qualcosa di diverso dal solito
Le baite danno sempre spunti preziosi, con un po' di fantasia si può ottenere qualcosa di diverso dal solito
Consiglio n. 8: non dimenticatevi delle persone

Nelle nostre escursioni non ci sono solo montagne, laghi, sentieri e baite, ma ci sono anche le persone… Non tralasciatele nelle vostre foto! Una figura umana ben inserita in un contesto tanto grandioso può dare alla foto tantissimi significati: fa capire le proporzioni, fa capire le emozioni che si provano (stupore, fatica, ammirazione, divertimento e chi più ne ha più ne metta). Quindi studiate bene come inserire le persone, vedrete che le vostre foto ne guadagneranno 😉

L'escursionista che si riposa, immagine che trasmette quiete e stupore
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L'alpinista sulla cresta: il nostro essere piccoli, la grandiosità dell'ambiente, il senso di stupore
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Consiglio n. 9: e se piove?

Bella domanda! Beh, innanzitutto se in fase di pianificazione vedete che il meteo non è per niente buono state a casa 🙂 Però se durante la vostra escursione o il vostro shooting siete sorpresi dal maltempo, non tornate indietro a prescindere! Vedrete che anche un temporale o un tempo piovoso possono dare soddisfazione, l’importante è che siate in grado di farlo in sicurezza.

Temporale sulla Civetta, nelle vicinanze del rif. Tissi: ambiente grandioso amplificato dalla tempesta in arrivo
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Pioggia in Val di Fanes: le nuvole e il torrente creano un "mood" molto fotogenico
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Consiglio n. 10: non esistono solo le location famose!

Andiamo in Tre Cime! No dai, la Baita Segantini è top! Ma a Limedes si arriva prima… tutte location top e dove almeno una volta bisogna andare, ma attenti che non esistono solo quelle! Quando avrete un po’ di esperienza iniziate a scovare altre mete, più recondite e meno conosciute, costruitevi itinerari vostri, vedrete che oltre alle foto vi porterete a casa delle bellissime esperienze. E potrete pubblicare sui social foto che pubblicano in pochi, in certi casi solo voi 😉

Gli Aghi di Pelsa: pochi li vedono dal basso, quasi nessuno dall'alto. Emozione incredibile essere lì
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Lo Sciliar è ultrafotografato dal basso, ma visto dall'alto è tutta un'altra cosa
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Quindi, zaino in spalla e pronti a partire! Buona montagna e buone foto 😀

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