5 belvederi in Dolomiti

autor: Diego Cuzzolin

22/07/2019 AUTOR: Diego Cuzzolin
5 belvederi in Dolomiti

Le Dolomiti sono famose per le loro forme frastagliate e verticali e per i loro colori che cambiano continuamente con il correre del sole. Chi le frequenta può cercare l’emozione di scalarne le pareti, raggiungerne le cime ma anche il relax che un alpeggio o un bel laghetto incastonato tra le crode può regalare. Ma per chi vuole gustare fino in fondo la bellezza di queste fantastiche montagne il mio consiglio è di salire qualche cima facile e di altezza modesta, ma che dà la possibilità di osservare l’ambiente dolomitico in tutta la sua grandiosità. Ecco quindi qualche cima che vi regalerà l’opportunità di godere di eccezionali panorami e tramonti unici, da salire assolutamente con macchina fotografica al seguito.
Ho scelto le 5 mete che trovate di seguito secondo i seguenti criteri: dislivello contenuto, presenza di un punto d’appoggio, percorso senza alcuna difficoltà tecnica, distribuzione abbastanza eterogenea nel territorio dolomitico.

Ho voluto in ogni caso inserire anche mete poco frequentate, dove il pur facile percorso per la cima è adatto solo a escursionisti con un po’ di esperienza.

1 – MONTE PIANA

Situato subito a nord del Lago di Misurina, il Monte Piana è un tozzo monte con un doppio altipiano sommitale: il Monte Piana propriamente detto a sud e il Monte Piano a nord, in territorio altoatesino, divisi dalla poco incisa Forcella dei Castrati. Salire su questo facile monte (ci sono anche le navette che da Misurina portano su al rif. Bosi, in caso vari sentieri partono da Misurina, Carbonin e Landro) è un vero e proprio viaggio nel tempo, venendo catapultati in uno dei teatri più famosi della Grande Guerra. Qui infatti si scontrarono italiani e austriaci in un’assurda guerra di trincea testimoniata dai numerosi resti  presenti sul monte: postazioni, trincee, baracche e molto altro, tutte visitabili e segnalate, un vero museo a cielo aperto!
Il Monte Piana si offre come superbo balcone panoramico all’escursionista, incastonato com’è tra le Dolomiti di Sesto, Dolomiti Cadorine e Ampezzane e Dolomiti di Fanes-Sennes-Braies. Percorrendo i sentieri del tavolato sommitale lo sguardo spazia dalle Tre Cime di Lavaredo ai Tre Scarperi a est, su Cadini di Misurina, Sorapis e Cristallo a sud, la Croda Rossa d’Ampezzo e il Picco di Vallandro a ovest e a nord, dove lo sguardo può perdersi fino alle Alpi Austriache. Per un fotografo c’è quindi l’imbarazzo della scelta! Il sole al tramonto può emozionare verso le Tre Cime e i Tre Scarperi, all’alba darà invece spettacolo la Croda Rossa; utilizzando poi i resti della Grande Guerra come primi piani e linee guida non sarà difficile scattare buone foto.
Il Monte Piana si presta anche a una buona frequentazione invernale, infatti la strada da Misurina è sempre battuta (ci salgono anche le motoslitte-navetta in caso) e si può salire anche senza ciaspe. Un percorso viene battuto anche sull’altopiano sommitale, attenzione ad uscirci perché le trincee innevate potrebbero riservare brutte sorprese.

– Monte Piana, 2324 m –

Punto di partenza: Misurina, Lago d’Antorno 1880 m

Difficoltà itinerario: T (Turistica)

Dislivello in salita: 445 m (1,5 h – alla Piramide Carducci 2323 m)

Punti d’appoggio: Rifugio Chalet Lago d’Antorno 1880m, Rif. A. Bosi 2205 m

2 – COSTAZZA E TOGNAZZA

Ci spostiamo ora in Primiero, precisamente sopra Passo Rolle, per poter ammirare le grandiose pareti delle Pale di San Martino. Subito a sud del Passo si alza il modesto massiccio roccioso della Cavallazza-Tognazza, estrema propaggine orientale del gruppo dei Lagorai e superbo balcone panoramico sul versante ovest delle Pale, ottimo quindi per osservarle al tramonto. In più sulla Tognazza (la cima più a nord del piccolo massiccio, quella con gli impianti di risalita per le piste da sci) sono presenti due piccoli laghetti dove si riflette in tutta la sua imponenza il Cimon della Pala: un’opportunità da non perdere da nessun escursionista, tantomeno da nessun fotografo!
Volendo si può salire alla Tognazza direttamente dal Rolle in una mezz’oretta, ma io consiglio di partire un po’ più in basso (da malga Rolle, scendendo verso Predazzo) così da poter fare un giro ad anello passando prima dai Laghi del Colbricon (sentieri 348 e R02): un’escursione semplice ma di soddisfazione, che vi permetterà di toccare la cima della Costazza con un superbo panorama su tutte le Pale, dal Cimon della Pala al Sass Maor. Poi, se avete voglia e tempo, fermatevi ai Laghetti della Tognazza al tramonto: il riflesso del Cimon della Pala infuocato dall’enrosadira vi lascerà senza fiato!

– Costazza, 2324 m e Tognazza, 2209 m –

Punto di partenza: Malga Rolle 1900 m

Difficoltà itinerario: E (Escursionistico)

Dislivello in salita: 430 m (1,5 h)

Punti d’appoggio: Rif. Colbricon 1927 m, numerose strutture a Passo Rolle 1980 m

3 – COL DI LANA

Eccoci ora al confine tra agordino, ampezzano e Val Badia: il Col di Lana, tristemente famoso per le vicende della Grande Guerra (per cui fu soprannominato “Col di Sangue”) si presenta come un ottimo pulpito panoramico da cui lo sguardo può perdersi tra i colossi di queste tre celeberrime zone. Partendo da nord in senso antiorario infatti abbiamo Setsass e Conturines, poi Puez e Sella, la Marmolada, le Pale di San Lucano e di San Martino, la Civetta, Pelmo e Bosconero, Croda da Lago, Antelao, Cristallo e Tofane… siamo nel centro delle Dolomiti! Solo questo dovrebbe far venir voglia di salire sul Col di Lana; poi c’è tutto l’aspetto storico, per il quale rimando a un mio vecchio articolo dove racconto la bellissima esperienza di passare la notte da solo sul bivacco in cima e spiego un po’ della travagliata storia di questo monte.
Ci sono molti sentieri che salgono al Col di Lana, i dati qui sotto si riferiscono all’itinerario più diretto e veloce che parte da Pieve di Livinallongo (sentiero 21); volendo si può partire anche da Valparola o da Contrin, con tempi però più lunghi. Interessante anche la traversata dal Col di Lana a Cima Sief chiudendo poi l’anello col sentiero del Teriòl Ladin sospeso sopra la Val del Cordevole: occhio però che per il Sief il percorso è parzialmente attrezzato, per cui ci vuole un po’ di esperienza.

– Col di Lana, 2452 m –

Punto di partenza: Pieve di Livinallongo,  frazione Palla, 1676 m

Difficoltà itinerario: E (Escursionistico)

Dislivello in salita: 780 m (2,5 h)

Punti d’appoggio: Biv. Battaglione Cadore sulla cima del Col di Lana 2450 m (3 posti letto, sempre aperto)

4 – COL DE LA PUINA

Andiamo ora in Cadore, precisamente tra la Val del Boite e la Val Fiorentina: il Col de la Puina è una cimetta erbosa che si erge appena a sud dell’omonima forcella che unisce la due valli sopracitate. Torvandosi appena a nord del Pelmo, è probabilmente il miglior balcone panoramico in assoluto sul suo grandioso versante settentrionale! In particolare al tramonto, la vista del Pelmo che si ha dal Col de la Puina è qualcosa di indescrivibile, pura essenza dolomitica ai massimi livelli.
Ma oltre al Pelmo anche la vista sulle montagne dell’agordino a ovest (Civetta, Pale di San Martino e Marmolada) e del Cadore a est (Rocchette, Sorapis, Marmarole, Antelao) affascina e coinvolge l’escursionista che si spinge fin quassù.
Salire sul Col de la Puina non è difficile, sebbene non ci sia il sentiero di accesso: dal rif. Città di Fiume è sufficiente seguire l’Alta Via 1 verso la Forcella de la Puina per cinque minuti, dove il sentiero dopo un paio di tornanti fa un’ampia curva verso destra. Proprio al centro della curva si attaccano frontalmente i prati in direzione della cima e insistendo in salita si arriverà a trovare un sentierino che zigzagando si arrampica fino all’erbosa crestina finale. Non resta che risalirlo e stupirci davanti a tanta bellezza.
Per i più esperti il Col de la Puina può essere salito anche in inverno; in alternativa anche le sue pendici innevate costituiscono un ottimo balcone panoramico su Pelmo, Civetta e Marmolada, altrimenti basta insistere per il sentiero dell’Alta Via per una mezz’oretta e arrivare nei pressi del Col Roàn per avere un comunque buon panorama sulle montagne circostanti.

– Col de la Puina, 2254 m –

Punto di partenza: Parcheggio in alta Val Fiorentina, 1663 m

Difficoltà itinerario: E (Escursionistico), un po’ da cercare per l’accesso alla cima

Dislivello in salita: 590 m (2 h)

Punti d’appoggio: Rif. Città di Fiume 1918 m (aperto anche nei weekend invernali)

5 – MIGÒGN

Tuffiamoci ora in pieno territorio agordino, su una cima poco frequentata ma che offre un panorama notevole che merita assolutamente una visita. Il Migògn è la cima più a est della cresta vulcanica che ha inizio tra i passi Pordoi e Fedaia col gruppo del Padon. Proprio dal Rif. Passo Padon prende il via il Sentiero delle Creste, che porta al Sass de Ròi, poi alla Zima de Agnarèze e poi appunto al Migògn, dalla cui cima si gode un superbo colpo d’occhio sulla Val Cordevole e sulle sue montagne, in particolare Pelmo e Civetta che si prestano favorevolmente alla luce del tramonto. Ma anche le Tofane, il gruppo dell’Averau e la Marmolada, vista da un versante inusuale, con il massiccio del Serauta in bella vista.
In particolare la cresta sommitale del Migògn col suo sentierino diventa spettacolare al tramonto, spingendosi verso le altre cime del Sentiero delle Creste e appunto alla Marmolada, portando l’occhio verso il sole che cala.
Per salire al Migògn ci sono diverse possibilità oltre al lungo Sentiero delle Creste già citato: si può infatti salire da Laste di Rocca Pietore sia direttamente, per la Pala de Mèz, sia facendo il giro per la Malga Laste. Questi due itinerari possono essere collegati anche in un giro ad anello. A Malga Laste volendo si può salire anche in auto dimezzando il dislivello, attenzione però alla strada parecchio dissestata. Occhio poi che il sentiero che sale dalla Malga è tutt’altro che banale: si articola in mezzo a una folta vegetazione e con parecchi tratti franosi, quindi ci vuole esperienza e passo sicuro.

– Migògn, 2384 m –

Punto di partenza: Laste di Rocca Pietore, fraz. Davare, 1537 m

Difficoltà itinerario: E (Escursionistico), prestare attenzione ai tratti franosi sopra Malga Laste

Dislivello in salita: 850 m (2,5 h)

Punti d’appoggio: Rif. Migon 1660 m, Malga Laste 1868 m (solo ristoro)

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