Backstage: Presenze a Mondeval

autor: Diego Cuzzolin

13/04/2020 AUTOR: Diego Cuzzolin
Backstage: Presenze a Mondeval

Una delle scene più belle alla quale mi sia capitato di assistere girovagando per le Dolomiti: una foto scattata a Mondeval, di fronte al Pelmo, senza nessuna particolarità tecnica, ma tanta bellezza e tanta emozione ad accompagnarmi mentre scattavo.

Incomincio a camminare a metà pomeriggio da Passo Giau, direzione Mondeval: giornata splendida, qualche nuvoletta che corre nel cielo, luna piena che spunterà tra qualche ora, la location che ritengo essere la più bella nelle Dolomiti. Diciamo che gli elementi per scattare buone foto ci sono tutti!
Di buon passo arrivo alla forcella e i Prati di Mondeval mi accolgono con il loro consueto scenario, uno spettacolo di pascoli incastonati tra le montagne, col Pelmo a far da grandiosa scenografia e il Lago delle Baste lì in mezzo, piccolo e umile, quasi a volersi nascondere dai numerosi escursionisti che quotidianamente percorrono questi sentieri.

I prati di Mondeval da forcella Giau, col piccolo Lago delle Baste in centro
I prati di Mondeval da forcella Giau, col piccolo Lago delle Baste in centro

La luce del tardo pomeriggio è stupenda, l’aria fresca frizzante e in giro non c’è nessuno: in completa solitudine abbandono il sentiero e scendo attraverso i prati puntando al lago.
Dopo una mezz’oretta ecco arrivare lo spettacolo: il sole scendendo accende le rocce del Pelmo che si riflettono sul lago delle Baste, creando quella scena ormai così famosa, ma sempre bella ed emozionante come se fosse la prima volta! Da una parte il Pelmo con i suoi contrasti di luce/ombra, dall’altra i Formin incorniciati dalle nuvole colorate… impossibile non restare affascinati da tanta bellezza. 

Il riflesso sulle acque del Lago delle Baste raddoppia la belleza del Pelmo infuocato dall'enrosadira
Il riflesso sulle acque del Lago delle Baste raddoppia la belleza del Pelmo infuocato dall'enrosadira
Le nuvole colorate dagli ultimi raggi del sole incorniciano i Lastoi de Formin
Le nuvole colorate dagli ultimi raggi del sole incorniciano i Lastoi de Formin

Passa ancora qualche minuto e il correre delle nuvole inverte le luci e le ombre sul Pelmo, illuminandone solo la cima, mentre sorge la luna piena che va ad arricchire il riflesso sulle acque del lago: è il momento che mi emoziona di più di questo stupendo tramonto che la natura ha voluto regalarmi.

La bellezza dolomitica più profonda, a Mondeval
La bellezza dolomitica più profonda, a Mondeval

Dopo una decina di minuti i bagliori dell’enrosadira si spengono e le nuvole virano dal bel colore rosa-arancione al classico blu-viola del crepuscolo; sistemo il treppiede nello zaino ma, prima di ritornare verso la forcella, decido di fare un giretto oltre il lago. Il tramonto è finito ma l’atmosfera resta comunque magica!
Dopo qualche passo, mi accorgo di alcune presenze vicino a me; dal crinale alla mia sinistra vedo che spuntano un paio di lunghe orecchie, prima un paio, poi due, tre, quattro… un gruppo di muli sono venuti a curiosare, forse chiedendosi chi sia quest’escursionista solitario che si attarda in questi luoghi. Rimango a guardarli un attimo, vedo che sono tranquilli, sono lì fermi ad osservarmi proprio sotto la luna piena. I muli, la luna, il Pelmo al crepuscolo… è come se Mondeval mi voglia rivelare i suoi segreti più intimi!
Pensavo che le emozioni più grandi fossero state quelle vissute al tramonto poco prima, ma questo incontro mi fa emozionare ancor di più: con calma estraggo la fotocamera, alzo gli ISO, regolo il diaframma, attivo lo stabilizzatore e vado a scattare quella che considero una delle mie più belle foto in montagna, “Presenze a Mondeval”.

Presenze a Mondeval, sul far della sera
Presenze a Mondeval, sul far della sera

Come detto in apertura dell’articolo, in questa foto non ci sono particolari finezze tecniche: i dati di scatto sono f/8, 1/50, ISO 800, mano libera. Ho utilizzato uno scatto più veloce per la luna (1/100) per poterne recuperare un po’ i dettagli. Più che la tecnica, sono le emozioni che stanno dietro (e soprattutto dentro) a questa foto a renderla per me unica.

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